Feste Patronali 2026 a Ginosa: le processioni, la musica e il piacere di ritrovarsi

Ott 2 2026

A Ginosa, nei giorni delle feste patronali, il percorso di una processione diventa anche un modo per conoscere la città. Si attraversano le piazze, si passa davanti alle chiese, si osservano i balconi preparati per accogliere le immagini sacre. La banda accompagna il cammino; chi arriva per la prima volta può seguirlo e scoprire, insieme alle strade, il legame che unisce la comunità ai suoi patroni.

Le celebrazioni del 2026 in onore dei Santi Medici Cosma e Damiano e della Madonna del Rosario hanno un calendario che comincia a settembre e prosegue con gli appuntamenti di ottobre, fino alla conclusione dell’11. Preghiera, processioni, concerti bandistici, luminarie e incontri in piazza compongono una festa che offre ai visitatori più di una ragione per fermarsi: partecipare ai riti, conoscere il patrimonio storico e artistico, passeggiare nel centro antico e scoprirne la cucina.

I Santi Medici: un calendario che comincia a settembre

Il programma religioso dei Santi Medici prende avvio con il Novenario dal 17 al 25 settembre, nella chiesa dedicata a Cosma e Damiano. Il 17 settembre è prevista l’intronizzazione delle Sacre Effigi, accompagnata dall’invocazione di guarigione e dalla supplica di protezione.

Un appuntamento significativo del calendario è la visita delle Sacre Reliquie alla Residenza Villa Genusia, il 18 settembre: alla celebrazione eucaristica seguono la visita agli ammalati e la benedizione del personale sanitario, dei dirigenti e dei familiari. La devozione entra così anche nei luoghi della cura, accanto a chi vive una condizione di fragilità.

La solennità liturgica del 26 settembre comprende le celebrazioni del mattino e, alle 18, la traslazione delle immagini dalla Chiesa dei Santi Medici alla parrocchia di San Martino Vescovo. Il programma prevede alle 19 la consegna delle chiavi della città da parte del sindaco, seguita dalla solenne liturgia e dal rientro delle immagini nella loro chiesa.

Il 1° ottobre, le Sacre Reliquie sono invece destinate al Palazzo di Città per un momento di preghiera comunitaria e benedizione dei dipendenti comunali e della Polizia Municipale, nella Sala Consiliare.

Sono appuntamenti che aiutano a comprendere quanto la festa coinvolga ambiti diversi della vita cittadina: la chiesa, i luoghi dell’assistenza, le istituzioni e, infine, le strade.

Il 2 e il 3 ottobre: i Sacri Quadri e la festa dei Santi Medici

Venerdì 2 ottobre, alle 17, il suono contemporaneo delle campane delle chiese annuncia l’inizio della festa patronale. Le luminarie di Faniuolo, realizzate a Putignano, accompagneranno le serate dei festeggiamenti.

Alle 20 è prevista la processione dei Sacri Quadri, con esposizione nella cassarmonica in piazza IV Novembre, accompagnata dal Concerto Bandistico e dalla Bassa Musica Città di Ginosa. Alle 21, don Andrea Cristella, parroco di San Martino e padre spirituale della confraternita, impartirà la benedizione augurale.

Sabato 3 ottobre sarà la giornata dei solenni festeggiamenti in onore dei Santi Medici. Il calendario religioso prevede il Rosario alle 7, alle 8.30 e alle 10.30, e le celebrazioni eucaristiche alle 7.30, alle 9 e alle 11, presiedute rispettivamente da don Andrea Cristella, don Giambattista Patruno e don Giovanni Nigro. Dopo la celebrazione delle 11 è indicata la traslazione delle Sacre Immagini dalla Chiesa dei Santi Medici alla parrocchia di San Martino.

Nel pomeriggio, al Rosario delle 17 seguirà la celebrazione eucaristica delle 17.30. Alle 18.30 partirà la tradizionale processione, che attraverserà corso Vittorio Emanuele, piazza Orologio e diverse vie e quartieri della città, passando anche da via Poggio, piazza Nusco e Largo Santi Medici, con arrivo alla parrocchia di San Martino.

La giornata sarà accompagnata dallo Storico Gran Concerto Bandistico Città di Lanciano, diretto dal maestro Rocco Eletto. Alle 21.30, a Largo Santi Medici, è previsto il lancio della mongolfiera a cura del cavalier Biagio Di Rella.

Una pergamena del 1710 racconta la storia della confraternita

Accanto al programma della festa, la brochure propone una testimonianza che permette di guardare più indietro nel tempo: il diploma di aggregazione della Confraternita del Santissimo Crocifisso, datato 20 maggio 1710, approfondito nello studio della professoressa Maria Carmela Bonelli.

Il documento sancisce l’aggregazione della confraternita ginosina alla Venerabile Arciconfraternita del Santissimo Crocifisso presso la chiesa di San Marcello al Corso, a Roma. Si tratta di un atto ufficiale che consentiva ai membri della comunità locale di partecipare ai benefici spirituali concessi all’istituzione romana.

Prima ancora di leggerne il contenuto, colpisce il suo apparato decorativo. La pergamena è incorniciata da fiori, foglie e colori; nella parte superiore compare la Crocifissione, affiancata da due figure con saio nero e cappuccio, ricondotte nello studio alla tradizione degli eremiti di Sant’Agostino. Il testo latino, le firme e il sigillo completano un documento che possiede insieme valore religioso, storico e artistico.

Il richiamo agli Agostiniani apre un altro capitolo della storia di Ginosa. Secondo l’approfondimento, l’ordine era insediato dal 1634 nell’antico convento oggi sede del Palazzo della Cultura e nella chiesa adiacente, allora dedicata a Sant’Agostino e successivamente ai Santi Medici. La sua presenza continuò fino alla soppressione degli ordini religiosi del 1809, durante il governo di Gioacchino Murat.

Nel diploma trovano spazio anche l’assistenza agli ammalati, la partecipazione ai funerali dei confratelli e le opere di carità. Attraverso queste indicazioni si comprende il ruolo delle confraternite nella vita sociale, oltre che spirituale, della comunità.

La pergamena testimonia dunque una relazione tra Ginosa e Roma già all’inizio del Settecento. Offre inoltre una chiave per leggere la festa di oggi: dietro le celebrazioni ci sono istituzioni, documenti e pratiche di solidarietà che hanno attraversato i secoli.

Il 4 ottobre: la Madonna del Rosario attraversa Ginosa

Domenica 4 ottobre, le celebrazioni dedicate alla Madonna del Rosario cominceranno nella Chiesa Madre con la messa vigiliare di mezzanotte. Seguiranno il Rosario delle 6 e la celebrazione eucaristica delle 6.30; alle 9.30 è previsto un ulteriore momento di preghiera.

Alle 10, il vescovo di Castellaneta, monsignor Sabino Iannuzzi, presiederà la solenne celebrazione eucaristica. Alle 11 partirà la processione della Madonna, che percorrerà via Matrice e raggiungerà piazza IV Novembre per la consegna delle chiavi della città e la supplica alla Madonna di Pompei.

Il cammino proseguirà attraverso le vie indicate nel programma fino alla parrocchia di San Martino. L’invito ai residenti ad addobbare e illuminare i balconi rende le abitazioni parte della festa: il passaggio dell’immagine sacra viene accolto anche attraverso piccoli gesti domestici.

La giornata sarà accompagnata dalla Bassa Musica Città di Laterza e dal Concerto Bandistico Città di Francavilla Fontana, diretto dal maestro Ermir Krantja. In serata, piazza Marconi ospiterà lo spettacolo piromusicale di Emotion Fireworks.

La Chiesa Madre e gli affreschi ritrovati

La Madonna del Rosario è Patrona e Protettrice di Ginosa dal 1765. La ricerca della dottoressa Romina D’Attoma, pubblicata nella brochure, ricostruisce questa devozione e accompagna alla scoperta della Chiesa Madre, originariamente intitolata a San Martino di Tours.

Le prime fasi costruttive dell’edificio sono ricondotte al periodo 1496–1515, mentre la configurazione vicina a quella attuale viene collocata, in via ipotetica, intorno al 1554. Sulla facciata, la raffigurazione di San Martino nell’atto di dividere il mantello conserva il ricordo della dedicazione originaria.

Entrando, lo sguardo incontra tre navate, cappelle laterali e tele dedicate alla Vergine. I restauri presentati alla comunità il 18 settembre 2025, sostenuti dai fondi dell’8 per mille della Chiesa cattolica, hanno restituito pitture rimaste nascoste sotto la calce.

Nella Cappella della Madonna del Carmine è riemerso un ciclo pittorico di gusto tardo barocco. Al centro della volta compare Cristo benedicente, con il globo terrestre nella mano, secondo l’iconografia del Salvator Mundi. Attorno si dispongono angeli e cherubini; più in basso, gli apostoli sono riconoscibili dai loro attributi, come le chiavi di San Pietro e il libro e la spada di San Paolo.

Visitare la chiesa significa soffermarsi su questi particolari e collegarli ai riti che continuano a darle un posto centrale nella vita della città.

Dalla fiera alla processione conclusiva

Lunedì 5 ottobre si terrà la tradizionale fiera, prevista per l’intera giornata. Dal 5 al 10 ottobre, nella parrocchia di San Martino, l’Ottavario in onore dei Santi Patroni comprenderà il Rosario alle 8.30 e alle 18.30 e le celebrazioni eucaristiche alle 9 e alle 19.

Mercoledì 7 ottobre, solennità liturgica della Madonna del Rosario, sono previste le messe delle 9, delle 11 e delle 19. La celebrazione serale sarà presieduta da monsignor Filippo Santoro, arcivescovo emerito di Taranto.

Sabato 10 ottobre, alle 21, piazza Marconi ospiterà “I Calanti” con il Live Tour 2026, portando nel programma della festa i canti e i ritmi della tradizione salentina.

Domenica 11 ottobre sarà la giornata conclusiva. Il programma religioso prevede la celebrazione eucaristica delle 8, il Rosario delle 17 e il solenne pontificale delle 17.30, presieduto dal vescovo Sabino Iannuzzi.

Alle 18.30, le immagini dei Santi Medici e della Madonna del Rosario percorreranno insieme le vie cittadine. Dopo il tradizionale saluto davanti alla Chiesa dei Santi Medici, la Madonna proseguirà verso la Chiesa Madre, con il rientro delle immagini e dei Sacri Quadri nelle rispettive chiese.

La giornata sarà accompagnata dalla Bassa Musica Città di Ginosa e dallo Storico Gran Concerto Bandistico Città di Conversano – G. Piantoni, diretto dalla maestra Tatiana Paladino.

La festa continua a tavola

Tra una processione e un concerto, c’è il tempo per conoscere il centro storico. Si può raggiungere la Chiesa Madre, osservare il Castello e affacciarsi sulla gravina, dove le abitazioni scavate nella roccia raccontano un’altra parte della storia di Ginosa.

Poi ci si ferma a tavola. La conversazione riprende davanti alla pasta fatta a mano, alla cialledda, al pane e all’olio extravergine d’oliva. La cucina diventa parte della visita, perché permette di conoscere il territorio attraverso ingredienti e preparazioni legati alle abitudini delle famiglie.

Tra le peculiarità gastronomiche spicca la carne al fornello o alla brace: il profumo della cottura anticipa l’assaggio e accompagna il piacere di un pranzo o di una cena condivisa. E sulle tavole della festa trova posto il vino, altra prelibatezza da scoprire e scegliere per accompagnare i piatti.

Fermarsi nei locali del centro storico offre anche l’occasione di chiedere un consiglio a chi quei sapori li prepara e li serve. La visita continua così attraverso gli incontri, mentre fuori le luminarie e la musica accompagnano la serata.

Chi desidera prolungare il soggiorno può dedicare una giornata a Marina di Ginosa e al litorale ionico, oppure esplorare i paesi vicini della Terra delle Gravine, alternando la partecipazione alla festa alla scoperta del territorio.

Venite a Ginosa per vivere le Feste Patronali 2026: seguite le processioni, ascoltate le bande e passeggiate sotto le luminarie. Entrate nella storia delle sue chiese e delle confraternite, scoprite il centro antico e fermatevi a tavola. Sarà un’occasione per conoscere la città attraverso le sue tradizioni, i suoi sapori e le persone che vi accoglieranno.

Fonti :  programmi delle confraternite; approfondimento sul diploma di aggregazione della professoressa Maria Carmela Bonelli; ricerca sulla Madonna del Rosario e sulla Chiesa Madre della dottoressa Romina D’Attoma.

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