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La Chiesa Matrice di Ginosa

Dalla Ginosa attuale si accede alla Chiesa Matrice dalla via principale o dalle due vie parallele alla principale. Da questa e dalla parallela destra si va per un pendio gradinato, ripido e tortuoso, passando sotto il ponte ora in muratura, ma una volta ponte levatoio del castello. Fra i forami e i massi della gravina dove una volta brulicava e ferveva la vita del vecchio paese, e tra le povere abitazioni più moderne che si stendono sopra la gravina stessa, il tempio spicca e si erge sovrano, dominante con la sobria e classica bellezza di tutto il panorama, sfavillando al sole l’arte italica-pugliese del ‘500.



Come affermano il Miani e il Leone, fu costruito nel 1554. E poggia sul duro masso rosaceo, lo stesso che forma i bordi della gravina e, secondo una tradizione popolare, con l’interessamento di un presidio militare francese qui di stanza nello storico periodo di lotte tra Carlo V e Francesco I, proprio quando Ginosa era tenuta dai francesi. Prima dell’attuale pittura e decorazione Si leggeva nella parete interna sulla porta principale questa scritta: la chiesa fu edificata dai francesi nel 1555. Non sappiamo se tale anno indica il principio o la fine della costruzione per cui vi è differenza con la data del Miani e del Glionna. Ora questa scritta è stata tolta. Il tempio dedicato ad uno dei santi più celebri e più popolari della Francia San Martino di Tours. Un bellissimo affresco raffigurante il Santo che divide con un taglio di sciabola la sua clamide per donarla in carità al povero e nudo Amiano,  petente in nome di Cristo un soccorso, è ancora visibile sulla facciata principale esterna. La dedicazione a questa Santo francese, l’affresco esterno, lo stile generale confermano che la chiesa fu costruita per l’interessamento dei francesi e dell’opera cinquecentesca. La linea architettonica della Chiesa sia interna che esterna si esprime e 500, cioè quello stile nell’architettura che, messo da parte il gotico, con il culto dell’arte classica si ricollega all’architettura romana, augustea. 

Dal libro “Notizie Storiche – Religiose su Ginosa



La Chiesa Matrice di Ginosa è intitolata alla Madonna del Rosario. Situata all’inizio della via omonima e costruito interamente in tufo locale, essa presenta una sobria fronte mono cuspidata, ripartita da paraste, coperture a falde embricate e campanile retrostante. Ha due ingressi: uno frontale per matrimoni e celebrazioni eucaristiche, dal sagrato antistante e l’altro laterale, dalla via Matrice, per celebrazioni eucaristiche funerarie.

L’ingresso principale, preceduto da cinque gradini, e inquadrato in un portale architravato, avente colonnine laterali scala nate su alti basamenti e capitelli compositi con testina d’angiolo emergente. L’architrave, modanato ed arricchito con foglie da Canto stilizzate, e sormontato da una lunetta cieca, con cornice decorata a finti dentelli. Un dipinto affresco cinquecentesco del Santo di Tours a cavallo precede sull’ingresso una finestra circolare a più ordini decorativi.

L’ingresso secondario, con un gradino ascendere, e incorniciato in un portale con paraste laterali moda notte, sormontate da capitelli compositi, e tra beh azione, ornata con foglie e dentelli. Questa racchiude il “memento mori” inciso, ora alterato, tratto dalla “Leggenda dei tre compari”, che recita: QUOD ES FUI / QUOD SU(M) ERIS.

Dal libro “La Chiesa Matrice di Ginosa – Bozza e Capone”



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